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Pensieri  del

 

Il cuore è il centro del nostro potere. Possiamo creare con facilità e senza sforzo quando permettiamo ai nostri pensieri di scaturire dalla sorgente affettiva del cuore. Riappropriati del tuo potere da ora.

(dal libro  di Louise L. Hay)

Quando ci sentiamo vittime a causa di eventi sfortunati o del comportamento altrui nei nostri confronti tendiamo ad isolarci, proviamo dolore e paura e siamo continuamente alla ricerca di qualcuno che ci possa salvare, che possa agire al posto nostro. Ma oggi abbiamo l'opportunità di scoprire le nostre capacità di vivere non come vittime, ma in modo da aumentare il nostro potere. Via via che incominciamo a entrare in comunicazione con il nostro Io interiore, riusciremo a contribuire a migliorare la qualità della nostra vita. E' una sensazione meravigliosa sapere di non dover dipendere da nessun altro ma di avere in noi stessi la meravigliosa facoltà di operare cambiamenti positivi nella nostra vita. E' una sensazione liberatoria. Alcune persone si spaventano nel provare questo nuovo senso di libertà perché lo accomunano al concetto di responsabilità. Tuttavia questo termine vuole soltanto significare che siamo in grado di rispondere alla vita.

 

1 - Accettazione

- Accetto tutte le componenti di me stesso.

La parte essenziale del progetto di guarigione o del riacquistare la propria condizione di integrità è l'accettazione di noi stessi, di tutte le molteplici parti del nostro essere. Questo significa approvare sia le occasioni in cui abbiamo agito bene, sia quelle in cui non ce la siamo cavata altrettanto bene, tanto i momenti in cui eravamo spaventati quanto quelli nei quali siamo stati adorabili. Dobbiamo riuscire ad accettare sia le occasioni in cui ci siamo comportati con molta leggerezza e stupidità sia quelle in cui ci siamo dimostrati intelligenti e scaltri, le situazioni in cui ci siamo sentiti imbarazzati e quelle in cui siamo usciti vincitori. Tutte queste diverse esperienze sono parte integrante della nostra personalità. La maggior parte dei problemi deriva dal rifiuto di alcune parti di noi - dal fatto che non ci vogliamo bene in modo totale ed assoluto. Smettiamo di ritornare con il pensiero alle esperienze trascorse con una sensazione di vergogna. Guardiamo al passato come alla ricchezza e alla pienezza della Vita, perché senza il nostro passato oggi non saremo qui. Quando riusciremo ad accettarci riacquisteremo la perduta integrità e guariremo.

- Accetto tutto quello che ho creato per me stesso.

Mi amo e mi accetto esattamente come sono. Mi sostengo e ho fiducia nelle mie capacità, ovunque mi trovi. Posso essere dentro l'amore del mio cuore: ci metto sopra una mano e sento l'amore che vi alberga. Sono consapevole che lì c'è spazio a sufficienza affinché io riesca ad accettarmi, proprio qui, in questo momento. Accetto il mio corpo, il mio peso, la mia altezza, il mio aspetto, la mia sessualità e le mie esperienze, cioè tutto quello che ho creato per me stesso, tanto nel passato quanto nel presente. Sono disposto a lasciare che il mio futuro segua il suo corso. Sono una bellissima Espressione della Vita e merito il meglio in assoluto. In questo momento io accetto i miracoli, la guarigione, tutto ciò che accade e, più di ogni altra cosa, me stesso. So di essere prezioso e tengo in gran conto quello che sono. Ed è così. 

 

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L'uomo alla ricerca del senso della vita

Il tema <la ricerca del senso della vita> non è affatto una scoperta recente, è sostanzialmente antichissimo, tanto vecchio quanto l'umanità stessa. Forse è proprio ciò che contraddistingue l'essere umano, dato che nel regno animale non è possibile riscontrare niente di analogo. Ma per quanto il problema del senso della vita sia presente nella storia umana, esso è divenuto attuale e particolarmente pressante nel nostro secolo, poiché questo è il secolo in cui l'umanità civilizzata ha potuto liberarsi da una quantità incredibile di catene, ritrovandosi in uno spazio improvvisamente libero, di proporzioni insospettate, senza aver ancora raggiunto la maturità necessaria per orientarvisi.

Le letture  proposte qui di seguito sono state riprese integralmente dal libro "Dare un senso alla vita" di Elizabeth Lukas, collana psicoguide, cittadella ed., Assisi 1991.      E. Lukas, nota psicoterapeuta viennese della scuola di V.E. Frankl e convinta assertrice delle qualità terapeutiche legate alla Logoterapia propone un metodo autoterapico sostenendo la possibilità di riattivare la cosidetta "volontà di significato" che è insita in ognuno di noi.

Con questi articoli corredati anche di esempi (casi da lei seguiti) si vuole offrire al lettore la consapevolezza che ci sono altre tecniche di intervento sul cliente, oltre a quella indicata da Rogers (v. Counseling), che possono dare buoni risultati psicoterapeutici  in situazioni particolari  di bisogno.

1. La libertà

In effetti il nostro problema del senso della vita ha a che fare con il grande punto interrogativo riguardo alla cosiddetta <libertà>. Per molte persone la parola libertà esprime un concetto positivo: lottano per la libertà, desiderano la libertà, ma dimenticano spesso che la libertà è come un campo smisurato e senza sentieri. Ci si può muovere in ogni direzione, certo, e non ci sono barriere e recinti che obbligano a fermarsi, ma non c'è neppure niente che aiuti ad orientarsi, niente che indirizzi ad uno scopo. Anche in un campo vuoto e sconfinato si può vagare disperatamente...

Traguardi

Quali erano dunque le grandi catene che l'uomo civilizzato ha spezzato nel nostro secolo? vediamone qualcuna. Sullo sfondo delle tradizioni in decadimento appare la formula <scelta del partner>. Per secoli i genitori avevano deciso o influito sostanzialmente sulla decisione riguardo a chi avrebbero dovuto sposare i loro figli adolescenti. I matrimoni venivano spesso combinati in base a considerazioni sociali ed economiche, non sempre tenendo conto delle inclinazioni dei giovani. Nel nostro secolo, al contrario, si è giunti nel mondo civilizzato ad un rovesciamento della situazione, alla libera scelta del partner, dal momento che i giovani hanno iniziato a cercarsi da soli il compagno, a loro discrezione, secondo le loro inclinazioni e i loro desideri. Tuttavia questo è il secolo in cui l'istituzione stessa del matrimonio è in dubbio, poiché all'incirca un matrimonio su due risulta sbagliato, secondo le attuali statistiche sui divorzi. Una maggiore libertà nella scelta ha comportato di conseguenza una maggiore insicurezza nella decisione.

 

 

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Logoterapia 

(da Wikipedia)

La logoterapia, conosciuta anche come analisi esistenziale, è un approccio psicoterapeutico teorizzato da Viktor Frankl che si pone, come obiettivo primario, la riscoperta del significato (logos) dell'esistenza dell'essere umano.

È considerata la "terza scuola viennese di psicoterapia" insieme alla Psicoanalisi di Sigmund Freud e alla Psicologia Individuale di Alfred Adler. La volontà di piacere (Psicoanalisi) e la volontà di potere (Psicologia Individuale) sono per Frankl i prodotti di una volontà di Senso frustrata.

Come ogni modello psicoterapeutico la logoterapia ha una sua teoria antropologica (l'Esistenzialismo), ha sviluppato una propria nosografia psicopatologica (le nevrosi noogene) e delle tecniche di intervento originali (l'intenzione paradossa, la dereflessione, etc.).

Teoria antropologica

Dal punto di vista metateoretico la logoterapia si pone nella corrente dell'Esistenzialismo. Frankl la chiama inizialmente analisi esistenziale per poi cambiarla in logoterapia con il fine di non confonderla con la daseinsanalyse di Binswanger e con altre psicoterapie di stampo umanistico-esistenziale (Rollo May, Carl Rogers, Medard Boss per citare alcuni autori).

La logoterapia condivide con l'esistenzialismo il concetto di autodeterminazione. Non vengono negati i condizionamenti della società e dell'eredità genetica, ma viene sottolineata la capacità dell'uomo di porsi di fronte a tali condizionamenti in maniera attiva. Da questa premessa deriva il concetto basilare di responsabilità, ovvero la capacità di rispondere al significato individuale di quanto ci viene quotidianamente richiesto dalla vita.

Come Heidegger e Jaspers, anche per Frankl l'uomo è un Da-Sein, un Esser-Ci. In quanto tale l'uomo è un Essere-per-la-morte; da qui deriva la grande importanza della ricerca di Senso. La logoterapia infatti prevede l'unicità della persona umana e l'unicità del Senso: ogni uomo è unico e irripetibile e quindi è chiamato a realizzare un Senso unico, che può trovare solo in sé stesso. Il Senso (il logos, il significato) va quindi scoperto individualmente attraverso la sperimentazione e l'azione.

Nosografia psicopatologica

La logoterapia non ha prodotto, ad oggi, una mappatura esaustiva delle patologie psicologiche in chiave logoterapeutica. Ha però apportato un contributo originale introducendo la categoria di "nevrosi noogena" (che si affianca alla nevrosi psicogena e alla nevrosi endogena), e il concetto "nevrosi di massa".

Tecniche logoterapeutiche

Le principali tecniche mutuate dal modello logoterapico sono "l'intenzione paradossa" (ovvero l'ampliamento del sintomo finalizzato all'autodistanziamento) e la "dereflessione".

Per ulteriori e più approfondite informazioni cliccare:

 Logoterapia

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La visione della Psicologia Umanistica

Una vera e propria rivoluzione copernicana nell'ambito della psicologia ha riportato l'essere umano al centro, ridandogli fiducia in se stesso, insegnandogli a riconoscere e usare con responsabilità la sua libertà.

Verso la fine degli anni '50, in risposta ad alcune posizioni estreme del comportamentismo - che vedeva l'individuo come modellato esclusivamente dai condizionamenti ambientali - emerge una nuova voce, che rimette nuovamente l'individuo al centro del suo mondo, riconoscendogli potenzialità di autodeterminazione, di crescita, di trasformazione, ben più forti di qualsiasi condizionamento.

E' l'inizio della psicologia umanistica, che amplia il campo di osservazione e di studio dell'essere umano dal comportamento alla qualità delle relazioni, dal resoconto del passato alla progettazione del futuro, dal patrimonio genetico ai talenti inespressi, dal riflesso condizionato alla spinta creativa, dal determinismo alla libertà di scelta, dall'enfasi sugli istinti a quella sulla dimensione etica, dallo studio dell'uomo malato a quello dell'uomo sano, dalla terapia alla formazione.

Tra i principali esponenti di questa corrente troviamo Abraham Maslow, che si è concentrato sullo studio della personalità sana, Rollo May, attento all'essere e al suo divenire, Viktor Frankl, che ha sottolineato l'importanza di dare un senso alla propria vita, Carl Rogers, dalla visione dell'essere umano così ottimistica, basata su libertà e responsabilità, Roberto Assagioli, che tanta attenzione ha dato anche alla componente spirituale dell'individuo, Fritz Perls, con la sua fiducia nella capacità di autoregolazione degli esseri umani, e tanti altri che in futuro saranno sempre più noti.

Facendo tesoro di tutto il percorso che l'ha preceduta, la psicologia umanistica trova applicazione sempre crescente in ambiti non solo terapeutici ma anche educativi, aziendali e socio-sanitari, ampliando il campo d'azione dello psicologo classico e ufficializzando nuove figure professionali.
Nel campo delle professioni di aiuto questo contributo si traduce in un passaggio sostanziale dall'atteggiamento di pietà, carità, solidarietà e assistenzialismo, a uno di collaborazione, corresponsabilità e compartecipazione. Non c'è più qualcuno che, dall'alto del suo sapere, risolve i problemi di un altro, ma c'è un addestramento all'indipendenza e all'autonomia in cui non si utilizzano le conoscenze sulla natura psichica dell'essere umano per "far guarire" qualcuno, ma si forniscono direttamente queste conoscenze a chi ne ha bisogno, affinché la persona possa poi comprendersi meglio e riequilibrarsi anche da sé.

Marcella Danon

 

 

 

 

 

Carl Ramson Rogers (Chicago, 8 gennaio 1902 – San Diego, 4 febbraio 1987) è stato uno psicologo statunitense, fondatore della terapia non direttiva e noto in tutto il mondo per i suoi studi sul counseling e la psicoterapia all'interno della corrente umanistica.        (da Wikipedia)

La Terapia non direttiva o Terapia centrata sul cliente formulata da Carl Rogers si basa su una teoria della personalità secondo la quale l'individuo tende all'autorealizzazione e struttura il proprio Sé ricercando un accordo tra la valutazione-accettazione dei valori suggerita dall'esterno e quelli conformi alla richiesta di autorealizzazione.

L'accettazione di comportamenti impropri ovvero incongruenti col sistema di valori rivolti all'autorealizzazione del soggetto è causa del disagio che motiva il ricorso alla terapia la quale ha lo scopo di rivitalizzare le naturali capacità di autoregolazione del cliente.

 

Viktor Emil Frankl (Vienna, 26 marzo 1905 – Vienna, 2 settembre 1997) è stato un neurologo e psichiatra austriaco, fondatore della logoterapia.

Dal 1942 al 1945 fu prigioniero in quattro campi di concentramento nazisti, tra cui Auschwitz e Dachau. A partire da questa esperienza scrisse Alla ricerca di un significato della vita e I fondamenti spirituali della logoterapia. A lui si deve la definizione di nevrosi noogena, concezione secondo la quale l'equilibrio psichico dipende dalla percezione significativa del sé e del proprio vissuto. Quando l'individuo non si sente significativo cerca compensazione o in gratificazioni artificiali (droghe chimiche e psichiche) o in atteggiamenti di potenza (comportamenti distruttivi ed autodistruttivi). Da qui la differenza tra l'uomo d'oggi che non è più frustrato sessualmente (come l'uomo del secolo scorso) ma si sente frustrato nell'universo valoriale. (da Wikipedia)

 

 

 

 

 

 
 

 

 

 

 

   
   

Ultimo aggiornamento: 11-12-11                                                         

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